LA LEGGENDA DI SAN MARCO               Home page

ANNO 829

- A VENEZIA vengono portate da Alessandria d'Egitto le ceneri di San Marco, che secondo la leggenda e la tradizione furono trafugate da una spedizione di due arditi marinai, Rustico di Torcello e Bon di Malamacco.
L'antica leggenda: Marco era stato uno degli ultimi apostoli di Gesù Cristo, era il Santo Evangelista; era colui che aveva scritto un libro verso il 65 sulla vita di Gesù, trascrivendo esattamente ciò che aveva appreso dalla bocca stessa del Capo degli Apostoli, e fu proprio Pietro che lo aveva consigliato di recarsi ad Aquileia, dove aveva predicato la "Buona Novella" che Gesu' Nazareno, aveva annunciato al mondo.

Da Aquileia ( una delle più importanti città strategiche dell'Italia del Nord popolata di romani e sede della X Legio) Pietro lo aveva poi consigliato di recarsi ad Alessandria d'Egitto con lo scopo di convertire gli infedeli di quel paese. Partito dalla citta' lagunare, in una buia sera di tempesta, la navicella dove era imbarcato Marco cerco' riparo in una delle poche capanne di pescatori che sorgevano sull'isola si dice di Rialto, altri Malamocco (da qui la famosa contesa pretestuosa fra le due fazioni politiche in lotta). Il Santo dopo una frugale cena coi pescatori si tese a terra, si addormentò e nel sogno che fece gli apparve un angelo che così gli parlò "Su questa isoletta, o Marco un giorno una grande città meravigliosa sorgerà e in questa tu troverai il tuo ultimo riposo e avrai pace- Pax tibi, Marce, Evangelista meus". Marco al mattino si svegliò, raccontò ai pescatori il suo sogno, e prima di salpare nuovamente per l' Egitto dove trovò la morte per martirio, disse loro tante cose sulla vita di Gesù che quei pescatori ne rimasero impressionati, che si ricordarono a lungo delle cose sentite e le raccontarono di padre in figlio, e poi ai figli dei figli, così per secoli fino a questo 829, quando i marinai veneziani dopo che la città era veramente nata ed era -e stava sempre di piu' diventando- grande, libera, forte e bella, cercavano il santo che la proteggesse. E chi poteva essere questo Santo se non quel Marco di cui si era andato sempre parlando di padre in figlio? San Marco!

Dopo aver raccolto le informazioni sulla fine di Marco, la pista buona portava in Africa. Ed eccoci quindi alla spedizione di Rustico e Bon che partiti alla ricerca del corpo del Santo in Egitto, dopo lunghe ricerche la trovarono nella chiesa di Alessandria, dove nottetempo riusciti a trafugarne le sante reliquie.

Per eludere la sorveglianza dei doganieri mussulmani la ricoprono di carne di porco e la trasportarono nella loro città dove Marco aveva trascorso tanti anni prima quella notte.

Era il 25 aprile ed ad attenderli si affollano popolo, vescovi, il patriarca di Grado ed il duca Giustiniano Parteciacco.

La misero sulla nuova chiesa di San Teodoro spodestato nell'amore dei Veneziani al loro Santo protettore la stupenda Basilica che ancor oggi tutti ammiriamo.

E il LEONE ? 

Questo è il simbolo del Santo perchè questi inizia il suo Vangelo, ricordando la voce del Battista che, nel deserto, si eleva simile a un ruggito, preannunciando agli uomini la venuta di Gesù: ebbene il leone diventò in breve anche il simbolo della Serenissima.

Ma c'è quest'altra versione, molto più arcaica e che non è una leggenda.
 Le prime tracce di presenza umana nel Veneto risalgono al paleolitico Inferiore. Ma meglio documentato da reperti è il paleolitico Medio e quello Superiore. Industria musteriana (pal. inf.) ed epigravettiana (pal. sup) sono presenti in moltissime località: la più importante - dove attualmente sono ancora in corso gli scavi - è il Riparo Tagliente in Valpantena. Qui fra altri reperti, in una tomba, su una pietra è stato trovato incisa la figura di un leone. 
La leggenda del Leone di San Marco si mescolerebbe quindi con la preistoria, quando nelle grandi foreste padane questo feroce animale era indubbiamente presente. L'artista che scolpì quella pietra non può averlo solo sognato.

Il leone può essere rappresentato  "andante" ( come sopra )
o in "moleca" ( raccolto su se stesso come un granchio ).

Il libro è aperto in tempo di pace,
o chiuso in tempo di guerra e con spada alta, ma solo sulle bandiere.

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